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L'Uomo a Una Dimensione - Herbert Marcuse

 
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Giuseppe
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MessaggioInviato: Dom Giu 01, 2008 6:46 pm    Oggetto: L'Uomo a Una Dimensione - Herbert Marcuse Rispondi citando

La società totalitaria e la razionalità tecnologica sono i principali temi, o bersagli, che Marcuse analizza ed attacca in questo saggio del 1964, che molta fortuna ebbe in ambito universitario nel '68.
Appartenente alla scuola filosofico-sociologica di Francoforte, il cui pensiero va sotto il nome di "Teoria Critica della Società", Herbert Marcuse analizza il carattere repressivo e omologante delle società industrializzate, capitaliste e comuniste, di quegli anni e come queste società si mantengano in piedi sulle instabili fondamenta della contraddizione. Dato che, promettendo pacificazione e benessere, si reggono sulla pianificazione dello sterminio reciproco e della stratificazione sociale.
In questa prospettiva, anche le società democratiche sono intese come totalitarie, poichè i meccanismi politici ed economici non permettono al cittadino quanto al filosofo di proporre alternative che vadano contro il sistema stabilito.
D'altra parte non è comunque semplice avere anche i soli strumenti per potersi accorgere di questo carattere totalitario, perchè il sistema tende a favorire lo sviluppo di una falsa coscienza, accompagnata ad un pensiero positivo scientifico del "si", che osteggia, invece, il solo genere riflessivo che possa in qualche modo aiutare l'uomo a proporre realtà valide, nelle quali la tecnologia venga utilizzata non in modo oppressivo e manipolatorio, ma in modo da liberare l'uomo dalle catene del lavoro necessario a soddisfare i bisogni primari. Questo pensiero, è il pensiero negativo...il pensiero del vero filosofo, colui capace di trascendere la realtà e di non accettarla per come è (data), colui che attraverso i concetti universali può arrivare a dire che v'è la Democrazia, ma che allo stesso tempo la Democrazia presente è solo una vago fantasma di quello che potrebbe essere.
Libro molto interessante, con capitoli molto curiosi. Ad esempio, Marcuse tenta di spiegare al lettore come la Società industriale ha cambiato le mentalità, ricorrendo anche all'analisi dei romanzi, del linguaggio comune e di quello filosofico.
Chi è l'Uomo ad una dimensione? L'uomo prigioniero di una sola possibilità di vita e d'espressione, di un solo sistema sociale, di una falsa coscienza creduta reale.
Se un tempo v'era una classe che poteva esprimere il disagio e la "negatività" rispetto al sistema, la classe operaia e proletaria, oggi, pessimisticamente, anche questa è incapace di opporsi e reclamare, poichè essa è mentalmente assorbita dalle meccaniche mentali della società dei "padroni".
Per Marcuse l'unica speranza di un riscatto che porti ad un nuovo tipo di pianificazione sociale e tecnologica, viene dalla classe sottoproletaria e da coloro che sono estranei, esterni, al sistema...poichè sono questi che hanno ancora molto da chiedere ad esso, essendo loro la prova che sia il Capitalismo che il Socialismo, così come sono oggi, hanno fallito.

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Nessuno che impari a pensare può tornare a obbedire come faceva prima, non per spirito ribelle, ma per l'abitudine ormai acquisita di mettere in dubbio ed esaminare ogni cosa. -Hannah Arendt-


«Io rido...! Signori miei, io rido...» -Luigi Pirandello-

No, soltanto coloro che amano l'ingiustizia perchè vivono dell'ingiustizia dicono che non c'è nulla d'ingiusto; e questo per divertirsi a farti passare per un Don Chisciotte, e al tempo stesso per continuare a far girare i loro mulini a vento.
-Multatuli (Eduard Douwes Dekker)-


L'ultima modifica di Giuseppe il Mar Giu 03, 2008 11:18 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Giu 03, 2008 9:46 am    Oggetto: Rispondi citando

L'ho letto un secolo fa,ma certe sue osservazioni mi sembrano attualissime.Specie la parte che riguarda i mezzi di controllo nelle società moderne.Forse un po' datata è solo la parte economica del libro,ma è naturale,certi sviluppi allora erano imprevedibili anche per un attento osservatore come Marcuse
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Giuseppe
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Messaggi: 1023
Residenza: Herculaneum

MessaggioInviato: Mar Giu 03, 2008 11:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Condivido totalmente la tua osservazione...d'altra parte, però, mentre leggevo notavo come in realtà il problema del "controllo" non possa non risultare sempre attuale.
Plagiare le coscienze e ridurre qualunque tentativo di sovvertire/cambiare/migliorare/peggiorare (poi dipende dalla proposta) un ordine prestabilito ad eresia o utopia, o appiattire l'istruzione e distrarre l'opinione pubblica, non solo sono cose scritte nel "Vademecum del totalitarismo", ma anzi in una società industrializzata ed efficientista sono problematiche che nascono quasi da sè, come se fossero effetti collaterali, contro i quali si deve combattere non so più se a livello individuale o comune, a livello di istituzioni (si rischierebbe di volere poi troppo da queste...e sarebbe come chiedere a Jack Sparrow di combattere la pirateria).
Senza dubbio, comunque, Marcuse ci mostra come davanti ad un simile tipo di mentalità l'individuo, il singolo sia in balìa della volonta degli altri.
Mi ha davvero impressionato l'esempio di distruzione della "protesta sindacale" che fa citando uno studio fatto in America (ora non ricordo se in Canada o in Usa)...Beh, lì sono riusciti a trasformare uno slogan come "Gli stipendi sono troppo bassi" in un più pericoloso " L'operario X. oggi ha bisogno di più soldi perchè la moglie è all'ospedale etc etc"...
Perchè pericoloso? Perchè credo che poi l'impresa abbia troppo potere e libero arbitrio sull'operaio X. Può decidere di aiutarlo o meno. E, a seconda che lo faccia o no, poi si aprono tutta una serie di altre problematiche.

Per quanto riguarda la parte economica, beh è vero...non credo proprio che potesse prevedere, prima d'ogni cosa, le trasformazioni avvenute in Russia e in Cina.
Nè purtroppo la vaga speranza che potesse nascere un altro modello (buono) dai paesi in via di sviluppo ha trovato effettivi riscontri...

Però ha fatto centro quando nella conclusione ha detto che il nuovo problema degli stati democratici sarebbe stato quello di confrontarsi con una nuova domanda di nuovi Diritti da parte del popolo relegato ai margini.

Ps: bentornato!

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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2008 7:57 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Giuseppe +smile
La cosa più impressionante di Marcuse è che a distanza di quaranta anni quanto da lui allora solo delineato a livello teorico,sia oggi una amara realtà.Oggi se si vuole di un individuo si può sapere tutto,ma proprio tutto,da cosa mangia,a che medicine prende,a cosa legge,a quanto lavora ecc.Il controllo è sempre più sofisticato e invisibile ma c'è e ci sarà sempre di più nelle nostre vite,facilitato da un pezzettino di silicio....Lo sviluppo massiccio della tecnologia,la globalizzazione economica,l'affossamento dei paesi in via di sviluppo controllati tramite debiti spaventosi,questi sono tutti effetti attuali di quel "controllo"di cui parlava Marcuse ben quaranta anni fa
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