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La Banalità del Male: Eichmann a Gerusalemme - Hannah Arendt

 
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Giuseppe
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 11:02 am    Oggetto: La Banalità del Male: Eichmann a Gerusalemme - Hannah Arendt Rispondi citando

Non è facile parlare dell'Olocausto. Ripetere la terribile storia che fin da piccoli ci insegnano è, credo, un po' rischioso.
Perchè a distanza di anni ciò che è orribile può cadere nella leggenda, quasi nel paradossale...e allora parlandone si può cadere nell'errore di raccontare la "solita storia", priva di particolari, ma intrisa di ideologia e pressapochismo. Eppure sono tanti particolari che fanno la Storia.
E chi racconta queste storie non può esimersi dal considerarli.
Circa 20 anni dopo la "soluzione finale" (che fortunatamente "finale" non è stata), Hannah Arendt ha scritto un libro ( La Banalità del Male: Eichmann a Gerusalemme ) che non smetterò mai di consigliare.
Un libro che, analizzando il processo Eichmann (che sarà ancora per molto uno degli argomenti preferiti dei filosofi dediti allo studio della morale), ricostruisce tutta la storia delle deportazioni e dello sterminio sistematico degli ebrei durante la guerra, analizzando il fenomeno Stato per Stato, ponendo in risalto le differenze in positivo e in negativo.
Un manuale della pazzia di certi capi nazisti come Heydrich e Himmler che credevano di poter negoziare una pace onorevole, in caso di sconfitta, tenendosi alcuni territori occupati e casomai continuando la loro "politca" d'assassinio.
Prima d'ogni cosa però c'è Eichmann. Questo è il suo libro. Ma chi è?Un mostro o una "macchina umana" che senza molta personalità ed iniziativa si limitava a seguire degli ordini? E nel secondo caso: in che misura egli è colpevole? (Il processo, che lo condannò a morte, proprio questi interrogativi si poneva...un processo con seri limiti...perchè ben presto si mutò no in cosa Eichmann aveva fatto durante il regime nazista, ma in cosa il regime nazista aveva fatto agli ebrei).
Eichmann aveva il compito di organizzare, in una prima fase, le emigrazioni forzate, poi, quando la Germania occupò quasi tutta l'Europa e non c'era più un posto dove emigrare, dovette organizzare le deportazioni nei centri di concentramento o sterminio. E conosceva la "destinazione finale" di quelle persone. Eppure era uno strumento, non un sadico carnefice...e questo agli occhi dell'autrice rende Eichmann e il male da lui fatto Banale (ma, secondo me a ragione, non meno colpevole...dato che un essere umano posto davanti a certe situazioni ha il dovere di porsi interrogativi e di non collaborare. Come dice la Arendt il fatto che un altro avrebbe preso il mio posto non giustifica me).
Banale: aggettivo che è la summa di tutte le riflessioni fatte da Hannah Arendt nel libro, per quanto riguarda la passività di tutto un paese la cui classe dirigente era naufragata in una morale aliena al resto del mondo, eppure accettata e non combattuta (a parte pochissime persone su un totale di circa 80 milioni di abitanti...tra le quali ricordiamo i fratelli Scholl, uccisi perchè ebbero il coraggio di dire le cose come stavano, ovvero che Hitler era un genocida).
Banale: aggettivo che apre a molte riflessioni e discussioni su vari punti...Può infatti essere sinonimo di Mostruoso, quando apprendiamo che gli stessi "consigli ebraici" erano colpevoli di collaborazionismo al limite di organizzare le liste dei deportati e di partecipare ai rastrellamenti?
E cosa dire sulla idoneità dei giudici israeliani (è giusto che Abele sia giudice di Caino? Dato che come l'autrice nota la giustizia più che per i morti è per quelli che vivono ancora). I crimini contro l'umanità non andrebbero giudicati da un tribunale internazionale?
Questo libro, insomma, scritto da una donna con una delle menti più acute, non può non interessarci. Riempie la coscienza del lettore di interrogativi imprescindibili...si è invasi da un'infinita serie di perchè e "percome"...di non facile soluzione...(se si pensa che ho omesso di parlare di molte altre cose).

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Nessuno che impari a pensare può tornare a obbedire come faceva prima, non per spirito ribelle, ma per l'abitudine ormai acquisita di mettere in dubbio ed esaminare ogni cosa. -Hannah Arendt-


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No, soltanto coloro che amano l'ingiustizia perchè vivono dell'ingiustizia dicono che non c'è nulla d'ingiusto; e questo per divertirsi a farti passare per un Don Chisciotte, e al tempo stesso per continuare a far girare i loro mulini a vento.
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MessaggioInviato: Sab Gen 17, 2009 9:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' un grande libro quello da te recensito,Giuseppe.
E complimenti per le tue parole,credo sia difficile sintetizzare meglio la sostanza di questo libro.
Consiglierei la lettura di un altro libro,si chiama "L'accusa del sangue"di Ruggero Taradel,editori Riuniti.
Affronta il problema dell'antisemitismo alla radice,cioè dalle varie accuse mosse al popolo ebraico,fin dalla notte dei tempi,di essere il popolo che condannò e uccise Gesù.proseguendo su tutti i falsi miti e le false leggende create ad arte per giustificare pogrom,massacri e uccisioni varie.
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Giuseppe
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MessaggioInviato: Lun Gen 19, 2009 12:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Richelieu. +smile

In effetti l'unica cosa che manca nell'accurata ricostruzione che fa la Arendt è il lato "apologetico" dell'antisemitismo, con tutte le sue superstiziose e pericolose credenze...a questo riguardo penso ad esempio anche all'importanza che sotto il regime nazista venne data ai "Protocolli dei savi di Sion"...anche se credo che la Arendt queste "motivazioni" non le considerasse proprio, perchè sapeva bene che, lungi dall'essere la causa della deriva morale della Germania nazista, erano piuttosto la conseguenza della disperazione che la Grande Depressione portò in Europa, e principalmente in Austria e Germania.

Il libro che suggerisci è interessante, credo che parli della stessa "accusa" della quale avrebbe voluto parlare Ariel Toaff nel suo "Pasque di Sangue"... lo terrò presente! +smile

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MessaggioInviato: Dom Gen 25, 2009 7:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Hai ragione Giuseppe.
Io credo che alla base dell'antisemitismo ci sia,oltre alla profonda crisi economica che tu hai citato e che colpi duramente Germania e Austria,una profonda ignoranza culturale.Se metti insieme disperazione per il futuro e ignoranza sul come affrontarla,ecco che qualunque persona si proponga con una soluzione viene visto come il "Messia".
E' stato cosi per Hitler,purtroppo.
Ma l'antisemitismo ha colpito e colpisce ancora oggi e per le medesime ragioni segno che le motivazioni profonde dell'odio per il "diverso",qualunque sia,sono ancora vive e viscerali.
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MessaggioInviato: Dom Gen 25, 2009 9:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'ho comprato oggi +smile spero che non mi deluderà!
(vedendo che aveva un 25% di sconto, ne ho approfittato +ammiccanti ).
Ma è pesante come stile? O scorre bene? Perchè come argomento mi interessa molto, ma di solito quando leggo o non sono molto sveglia (tipo prima di andare a letto...) o vengo disturbata (nei mezzi di trasporto), quindi se è necessaria molta concentrazione magari rimando a quest'estate...
Che mi consigliate?!?
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Giuseppe
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MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 2:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mah...io credo che uno dei pregi maggiori della Arendt sia la chiarezza, nello scrivere e nell'esporre.
Questo libro in particolare non credo che sia molto difficile, perchè principalmente un resoconto, a metà tra storia e filosofia.
Però secondo me necessita di una lettura attenta per apprezzarlo al 100%, non foss'altro per la tematica che tratta.
In ogni caso, non credo che risulterà ostico! +smile

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MessaggioInviato: Dom Feb 08, 2009 2:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Concordo con Giuseppe sulla estrema leggibilità del libro citato.
Vedrai Revontuli che non ti pentirai dei soldini spesi +smile
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