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La musica sveglia il tempo - Daniel Barenboim

 
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nina
Giovane promessa
Giovane promessa


Registrato: 25/02/09 00:30
Messaggi: 459

MessaggioInviato: Mer Gen 06, 2010 11:27 pm    Oggetto: La musica sveglia il tempo - Daniel Barenboim Rispondi citando

"Questo non è un libro per musicisti o per non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all'orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un'educazione musicale, nè una torre d'avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l'intelligenza dell'orecchio sia una necessità fondamentale." (D.B.)

E in quanto a scoprire parallelismi c'è poco da dire, ci riesce. Il libro è diviso in tre parti: nella prima Barenboim sviluppa organicamente tutte le sue idee e fa convergere le osservazioni musica-vita sul conflitto arabo israeliano. La seconda è un'appendice che raccoglie testi auto-biografici, la terza è composta da una decina di esempi musicali dei quali si avvale nella stesura della prima.

Penso ci siano due buoni motivi per leggere questo libro. Il primo è che un grande musicista come Barenboim finalmente prende la penna in mano e scrive di musica, e scrive per tutti; questo non vuol dire che rimanga quindi superficiale nelle analisi o eviti direttamente certi temi, anzi parte lamentandosi di quanto venga trascurata l'educazione musicale nelle scuole attuali. Poi ti prende per mano e ti parla di musica, riuscendo a spiegare concetti difficili con parole semplici, come solo le persone molto intelligenti sanno fare.

(Secondo me la sua idea di musica è tipicamente quella di un direttore d'orchestra, nel suo caso ad altissimi livelli. Penso che uno strumentista ai suoi stessi livelli avrebbe visto diversamente non pochi concetti, ma l'importante è che il libro sia scritto da un vero grande musicista).

Il secondo motivo: la stampa è del febbraio 2008 e l'analisi del conflitto israelo palestinese è interessante ancora oggi perchè viene vista anche e soprattutto da un punto di vista teorico, generale.


Mi sono segnata alcuni passi che mi hanno colpita più di altri e vorrei condividerli:

P.57: "Solo l'esecutore capace di pensiero strategico è in grado di comunicare all'ascoltatore la struttura di un pezzo musicale, e non semplicemente i diversi umori che esso contiene."

P.110: "Ogni volta che si esegue un brano è necessario farlo con la freschezza del primo incontro e l'intensità dell'ultimo."

P.111: "La musica perde il suo potere quando il musicista perde la curiosità e l'umiltà davanti a essa."

P.118: (riferito all'oblio nel quale fu fatto scivolare l'Olocausto nel periodo successivo alla fondazione dello Stato di Israele, oblio figlio del dolore dei sopravvissuti e della volontà di dissociazione della nuova generazione. Peccato che ignorare il passato significò ignorare l'esistenza stessa della popolazione non-ebraica della Palestina) "Se il male può essere definito come assenza di pensiero, secondo quanto scrisse Hannah Arendt nel suo libro La banalità del male, Eichmann a Gerusalemme, allora l'oblio è un suo parente stretto, e anche questa fu una lezione importante per i cittadini di Israele."

P.122: "La definizione di ebreo ortodosso è assodata; tuttavia, quella di ebreo laico è più complessa, e finchè non riusciremo a darla, finchè non saremo capaci di spiegare cosa porta una persona a essere e a sentirsi un ebreo, non saremo in grado di spiegarci il fondamento della nostra esistenza; non saremo neanche capaci di condurre un dialogo fra di noi, e fra noi e i nostri vicini palestinesi."


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Giuseppe
Bestseller
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Registrato: 23/03/07 10:28
Messaggi: 1023
Residenza: Herculaneum

MessaggioInviato: Gio Gen 07, 2010 1:09 am    Oggetto: Rispondi citando

Io purtroppo di musica classica conosco solo quello che ho studiato alle scuole medie, e della storia contemporanea della musica classica ancor meno... anche se mi riprometto sempre di approfondire un giorno.

Ma quello che volevo dire è che questo libro mi incuriosisce... insomma, osservazioni "musica-vita" sul conflitto arabo-israeliano non possono non trovare tutta la mia curiosità...dico davvero.
E' bastato questo a farmi decidere di darci un occhiata se lo vedo alla Feltrinelli (o altrove)...

E poi anche un altro punto: la citazione di pagina 122. Ebreo laico? Mi chiedo perchè gli risulti difficile trovarne una definizione. Che differenza c'è con un laico di qualunque altra religione? (E come può, in ogni caso, la musica, spiegarlo?)

Personaggio interessante comunque... necessito input! Mi informerò, mi sa. +smile

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Nessuno che impari a pensare può tornare a obbedire come faceva prima, non per spirito ribelle, ma per l'abitudine ormai acquisita di mettere in dubbio ed esaminare ogni cosa. -Hannah Arendt-


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nina
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Messaggi: 459

MessaggioInviato: Gio Gen 07, 2010 5:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mah, sai, il discorso di Barenboim verteva sul bisogno degli ebrei di crearsi (meglio, di riconoscersi in) un'identità che non riguardasse solo la condivisione di una religione, ma "ora" anche di uno Stato.
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richelieu
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Registrato: 26/07/07 15:43
Messaggi: 1175

MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 4:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per Giuseppe Credo che per un ebreo essere laico sia un qualcosa di ancora più difficile rispetto ad un cristiano o ad un musulmano perchè tutta la loro cultura,la loro storia,le loro tradizioni,sono basate sulla religione.Pertanto essere laico significa cancellare un pezzettino di sè.Il risvolto della medaglia è che si ha la capacità di assorbire anche cosa offrono le altre culture,in questo il laicismo è una fonte di ricchezza in più e non una mera amputazione di un qualcosa al quale si è rinunciato(la tradizione religiosa).


Per Nina Stimo moltissimo barenboim e non solo come grande artista.Grazie per la segnalazione,credo sia un libro molto interessante per chi è affascinato da questi temi.
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nina
Giovane promessa
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Registrato: 25/02/09 00:30
Messaggi: 459

MessaggioInviato: Dom Gen 10, 2010 12:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Lo è, spero nella mia breve introduzione di essere stata abbastanza esaustiva +smile
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