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Mauro Biglino - Il libro che cambierà per sempre ....

 
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Turtle
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MessaggioInviato: Mer Lug 25, 2012 9:30 pm    Oggetto: Mauro Biglino - Il libro che cambierà per sempre .... Rispondi citando

Ohibò, dopo tutti questi anni realizzo solo ora che c'è un limite ai titoli dei topics. Anyway, il titolo completo del libro è "Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia". E non mi piace. Non il libro, il titolo, lo trovo sensazionalistico e anticipatorio di qualche scoop gossipparo laddove invece il contenuto è del tutto diverso. Ma pazienza, in qualche modo dovevano pur chiamarlo, e invece mi piace molto il logo della casa editrice, la Uno Edizioni, che recita "una collana per liberi pensatori".

L'autore è professionalmente, tra le altre cose, un traduttore di lingua ebraica antica, e nel suo curriculum figura una lunga collaborazione con la casa editrice San Paolo per la quale ha tradotto 17 testi teologici. A un certo punto della sua vita, per sua stessa dichiarazione, ha deciso di ritradurre la Bibbia ufficiale non in termini simbolici, come è interpretazione acclarata, ma letteralmente, ovvero non pensando che il testo dica qualcosa per intendere qualcos'altro, ma pensando che il testo voglia dire esattamente quel che dice.

Il risultato è sorprendente. Intanto, come ulteriore premessa, si viene a sapere che l'Antico Testamento comunemente conosciuto altro non è che un'interpretazione che è stata assunta e ufficializzata al di là della "verità" dei contenuti; di conseguenza, se una diversa interpretazione avesse prevalso ci troveremmo probabilmente di fronte a un lavoro diverso.

E poi, ed è questo il "bello" (per qualcuno "brutto") del libro, emerge una lettura che non ha assolutamente nulla di spirituale né di simbolico né di sacro. Intanto il cosidetto "unico Dio" dell'Antico Testamento non solo non era un dio, ma non era nemmeno unico. L'ipotesi, o meglio l'interpretazione, o meglio la traduzione, suggerisce che Yahweh fosse in realtà un essere mortale che, insieme ad altri esseri mortali, ha ad un certo punto della storia umana deciso di "colonizzare" la Terra, di guidare un popolo così come altri suoi simili ne hanno guidati altri nelle varie latitudini. L'Antico Testamento, alla stregua di altri testi di altre civiltà, sarebbe allora il racconto del rapporto tra questi esseri e le popolazioni che hanno colonizzato.

Non mi dilungo sui contenuti poichè la recensione, già lunga, diventerebbe troppo pesante. Aggiungo solo che, leggendo questo libro, si ha la sensazione di trovare una possibile risposta all'eterna domanda "da dove veniamo?". Non solo, ho trovato un filo logico molto comprensibile, semplice ed accettabile, e la sensazione di aver compreso un testo che al contrario, per quel poco che ne so nella sua interpretazione ufficiale , mi risulta sempre molto criptico e ostico, spiegabile solo in termini di dogmi di fede (nei confronti dei quali ormai da tempo latito parecchio).

Ciò che mi ha reso credibile questo libro, al di là dei contenuti, è anche l'atteggiamento da un lato di grande rigore concettuale, dall'altro di estrema onestà intellettuale dell'autore, uno studioso che dichiara di non sapere se ciò che dice sia la verità, che non intende con il suo libro mettere in discussione né l'esistenza di Dio né la religione e i suoi dogmi, ma che, semplicemente, si limita, alla luce delle sue conoscenze, a leggere e tradurre quel che vede, senza manipolazioni, tra l'altro con uno stile divulgativo che rende la lettura molto piacevole e a tratti perfino divertente. Quindi, almeno per me e probabilmente per chi come me non è alla ricerca di verità assolute ma che nutre ancora, per fortuna, un po' di sana curiosità e desiderio di conoscenza, un libro molto stimolante.

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<center>"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi" (Marcel Proust).
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Poi mi chinerò sui rami lisci, e chissà come - ma accade tutte le volte - mi ritroverò là, all'incrocio tra i Mondi, e allora andrò a casa... ©Hal

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MessaggioInviato: Gio Lug 26, 2012 3:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Davvero molto interessante. E visto che mi ero ripromessa di leggere la Bibbia (proprio quest'anno, anche se a questo punto credo che diventerà l'anno prossimo), potrei associare la lettura di questo libro.

Anche l'idea della lettura letterale però pone secondo me un problema: quel "letterale" per noi moderni resterebbe letterale punto e basta, mentre per un ebreo antico probabilmente significava qualcos'altro.

In fondo chi ci dice se i contemporanei dovevano leggere letteralmente oppure intendere diversamente?


Be', in ogni caso, Lista.

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MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 1:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Probabilmente alla tua domanda può rispondere questo intervento postato sulla bacheca Facebook dell'autore:

Jeff A. Benner, fondatore dell’Ancient Hebrew Research Center, scrive:

“Il pensiero greco vede il mondo attraverso la mente (pensiero astratto), l’antico pensiero ebraico vede il mondo attraverso i sensi (pensiero concreto)…
Il pensiero astratto esprime concetti e idee con modalità che non possono essere viste, toccate, annusate, assaporate o udite.
Il pensiero astratto è un concetto estraneo alla mente degli antichi Ebrei”.
Afferma inoltre che lingua ebraica nasce scritta sotto forma di segni con significati concreti e non astratti: le astrazioni concettuali sono state poi assegnate col passare del tempo

Jeffrey H. Tigay, membro della Rabbinical Assembly USA, Docente di Lingue e letterature semitiche all’Univ. della Pennsylvania (Philadelphia), scrive:

“Torah is not metaphoric” (non c'è necessità di tradurre)


Per quanto riguarda la lettura, anch'io stavo pensando di leggere finalmente la Bibbia, magari proprio in questa chiave. Sicuramente però si tratta di una lettura più ostica di questo libro che è invece molto piacevole, e siccome io sono pigra e mi piace la "pappa pronta" ti consiglierei quando hai tempo (o magari in parallelo) di leggere anche questo.

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MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 2:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per la delucidazione. +smile

Ecco, io non so proprio niente della cultura ebraica. Riuscirò mai a colmare tutte le mie lacune? Be', certamente no, ma mi consolo pensando che nessuno ci è mai riuscito. +ammiccanti

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MessaggioInviato: Mar Ago 14, 2012 10:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Mi sembra davvero un gran bel libro, fa bene l'autore a dire che non possiede la verità. Anche se non solo in questo ambito, ovviamente, soprattutto in materia di testi sacri mi sono fatta l'idea che non si può dare una unica interpretazione, ma solo una tra tante che possa dirsi vicina alla storicità dei fatti. Mi ero interessata di testi sacri anni fa, e per quel che riguarda per esempio l'antropomorfizzazione del dio ebraico, il problema sorge solo perché è la lingua ebraica che esprime le azioni con parti del corpo, ad esempio quando nell bibbia si dice trovarsi faccia a faccia con dio, non vuol dire che dio debba avere la faccia, non almeno nelle intenzioni di chi scrisse quel pezzo. In altri punti si legge che si odono i passi di Dio, e tanto altro ma riuscire a entrare oggi nella mente di un ebreo vissuto credo 2500 anni fa, quando cioè la Torah fu messa per iscritto, mi pare una impresa difficile. Libro che leggerò senz'altro comunque, grazie per averlo recensito.
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Turtle
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MessaggioInviato: Mar Ago 14, 2012 2:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per inciso, l'autore ha pubblicato successivamente un altro libro, "Il Dio Alieno della Bibbia" dove prosegue nel lavoro di traduzione letterale, e ne ha in pubblicazione un terzo per fine ottobre. Da quanto ho capito, poi, credo intenda proseguire nell'opera.
Volendo approfondire il tema, le sue conferenze sono disponibili su youtube e sono, come i libri, molto divulgative, chiare e per nulla noiose. Ha anche un profilo Facebook pubblico dove si trovano numerosi elementi di riflessione.

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MessaggioInviato: Mar Ago 14, 2012 3:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Darò un'occhiata. +smile

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